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5 errori di Link Building che potrebbero distruggere la tua reputazione

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Se osservata in modo superficiale, la link building, ovvero la costruzione di una rete di collegamenti tra più siti, è una strategia utile per ottenere più traffico con l’uso di link esterni che puntano al tuo sito.

In realtà, però, una strategia di link building può fare molto di più.

Devi infatti sapere che i link sono essenziali per costruire una solida reputazione.

Migliore è la reputazione che riesci a instaurare e più facile sarà conquistare la cima dei risultati di ricerca nella SERP.

Come possono aiutarti a migliorare la reputazione, però, possono anche distruggertela.

Per questo motivo, in questo articolo, analizzerò per te cinque gravi errori, in grado di danneggiare la reputazione del tuo blog.

Oltre a fornirti consigli pratici, voglio aiutarti a capire come i motori di ricerca riconoscono le pratiche scorrette, per fare in modo che tu possa:

  • capire fino a dove puoi spingerti nella strategia di link building, per non violare le linee guida dei principali motori di ricerca;
  • adattarti anche alle evoluzioni future, comprendendo quali sono le motivazioni che influenzano i criteri di valutazione delle pratiche di link building scorrette.

Iniziamo.

Perché le link farm distruggono l’autorevolezza dei siti

Partiamo dalle basi.

Il valore di un link è strettamente correlati al sito che lo fornisce.

Se un sito ha poca autorevolezza, i link sono poco autorevoli.

Se un sito è molto autorevole, i link che condivide hanno un enorme valore.

Hanno un enorme valore perché nel momento in cui un sito autorevole integra dei link che conducono al tuo sito, questi link trasferiscono anche parte della sua autorità (link juice).

Perché un motore di ricerca dovrebbe tenere in considerazione l’autorevolezza di un sito nella pratica del link building?

Riconoscere l’autorevolezza del sito che fornisce il link è vitale per contrastare strategie spam, come il link farming.

Il link farming consiste essenzialmente nella creazione di numerosi collegamenti ipertestuali (link) tra i siti web.

Questa pratica viene quindi utilizzata per aumentare il posizionamento di un sito, illudendo i motori di ricerca che molti dei suoi contenuti vengono condivisi organicamente.

In questo specifico caso, però, la condivisione dei link è artificiosa.

Anche se i siti che si condividono i link presentano contenuti con una buona rilevanza, i motori di ricerca, come Google, si servono di altri metodi per contrastare queste pratiche.

La rilevanza tra i contenuti, infatti, è solo un valore che viene tenuto in considerazione per reputare se un contenuto è di qualità oppure no.

Chiunque potrebbe mettere rapidamente in piedi diversi blog, riempirli di contenuti di bassa qualità pertinenti l’uno con l’altro e dare vita a un intreccio di link, per illudere i motori di ricerca.

Anche se nel breve termine c’è la possibilità che queste pratiche possano portare a dei risultati, nel medio e lungo termine distruggeranno totalmente la reputazione di un sito.

Il fatto che tu non abbia mai fatto uso di questa pratica non esclude la possibilità che tu non ne possa cadere vittima involontariamente.

Il link farming può infatti essere utilizzato come pratica malevola per attaccare altri blog.

Il principio è lo stesso: si crea una rete di siti web e all’interno delle pagine vengono inseriti link esterni che puntano al tuo sito web, danneggiando il tuo posizionamento.

Come identificare questa pratica scorretta?

Gli elementi che devi tenere in considerazione sono essenzialmente tre:

  • I link che puntano al tuo sito provengono da siti e contenuti di bassa qualità;
  • I link che puntano al tuo sito sono numerosi e provengono dagli stessi siti;
  • I link che puntano al tuo sito sono poco pertinenti con il o i contenuti a cui puntano.

Nel momento in cui identifichi almeno una di queste caratteristiche, c’è la possibilità che si tratti di un intento malevolo e devi agire tempestivamente per bloccare i danni sul nascere.

Per questo motivo è importante servirsi subito di strumenti che indicherò nella sezione sui link rotti, invisibili e nascosti, che ti consentono di identificare i link malevoli per fare in modo che tu possa segnalare ai motori di ricerca di ignorare tali link.

Come l’assenza di varietà e qualità danneggia la strategia di link building

L’assenza di link provenienti da numerose fonti testimonia una scarsa attività di networking.

Quest’ultima è un’altra componente fondamentale per instaurare l’autorità di un sito.

La mancanza di varietà dei link è una componente negativa per logiche molto simili a quelle affrontate prima con le link farm.

Un blog che presenta molti link provenienti dalle stesse fonti, infatti, denota un possibile comportamento artificioso.

Questo non per forza è sinonimo di pratiche scorrette.

Per un sito che è agli inizi, infatti, è difficile ottenere link da numerose fonti.

Per questo motivo, è importante implementare fin da subito contattare attività differenti e costruirsi una rete sana e genuina.

Avere una rete estesa consente di:

  • ottenere link più pertinenti con i contenuti che affronti;
  • diversificare il pubblico a cui ti rivolgi;
  • attirare maggiore pubblico.

Siti diversi hanno infatti pubblici diversi. Con una rete estesa puoi catturare più fonti di traffico.

Inoltre, anche se queste fonti possono essere viste come un semplice e momentaneo aumento di numeri, in realtà, hanno un valore molto più alto.

I backlink, provenendo da altri siti, possono in realtà portare traffico organicamente con il passare del tempo.

L’impatto di un singolo backlink può essere quindi estremamente grande nel lungo termine.

In secondo luogo, un sito ben ottimizzato è in grado di veicolare il pubblico in altri suoi ecosistemi e fidelizzarlo.

Ad esempio, alcuni visitatori possono iscriversi alle pagine social. La loro iscrizione ti consentirà di esporli a futuri contenuti e ottenere rapidamente traffico in quantità.

Prima di passare al prossimo problema, voglio ricordarti che, anche se la varietà è importante, devi comunque dare la priorità alla qualità e non alla quantità.

Crearsi una rete con siti poco autorevoli o che producono contenuti di bassa qualità è estremamente facile quanto dannoso per un sito, anche se dietro non si nasconde alcun intento malevolo.

Siti di bassa qualità che non rispettano le best practice SEO, presentano infatti similitudini con le link farm e di conseguenza, anche se creati senza alcuno scopo malevolo, possono apparire come dannosi agli occhi dei motori di ricerca.

I grossi danni che i link rotti, invisibili e nascosti possono causare

Questo argomento per molti potrebbe essere molto scontato, ma non nascondo che tutt’ora molte realtà soffrono di questo problema.

Quando parliamo di grosse redazioni, infatti, tenere sotto controllo i contenuti che vengono pubblicati ogni giorno non è affatto semplice.

Ogni articolo che viene pubblicato, in genere, contiene decine di link.

Tra questi vi possono essere:

  • link interni che conducono ad altri contenuti e pagine del sito;
  • link esterni che puntano a pagine di altri siti.

Molti siti si aggiornano e modificano nel tempo. A causa delle loro costanti modifiche, molti dei link che sono stati inseriti all’interno di un articolo rischiano di puntare a pagine non più esistenti.

I link rotti possono impedire ai crawler dei motori di ricerca di esplorare completamente il sito e, inoltre, possono infastidire i visitatori che cliccano su di essi, ottenendo un errore di pagina.

I link invisibili o nascosti possono invece essere interpretati dai motori di ricerca come una pratica scorretta per manipolare il posizionamento del sito.

Identificare questi link manualmente richiederebbe chiaramente un’infinità di tempo, soprattutto per i siti più grandi.

Per identificare i link rotti, possiamo sfruttare differenti programmi che vengono usati per l’audit SEO, come Screaming Frog, Seozoom, Semrush e Ahrefs, sono in grado di identificare link che necessitano di aggiustamenti e suggerire correzioni.

Chiaramente, in base alle necessità specifiche di un sito web, si sceglierà lo strumento più adatto e lo si integrerà con attività di ricerca manuale in base al problema da risolvere.

Strategie di link building inefficienti: anchor text forzati e non pertinenti

L’anchor text è il testo cliccabile di un link.

È un ottimo mezzo che usano anche i motori di ricerca per trovare una pertinenza con la pagina a cui i link puntano, ma bisogna saperlo usare bene.

Se, ad esempio, molti anchor text che conducono alla stessa pagina contengono le parole “monopattino elettrico”, i motori di ricerca capiranno che la pagina è pertinente a quella keyword.

Da questa osservazione, è facile intuire che molti potrebbero integrare delle strategie per fare in modo che gli anchor text contengano specifiche keywords per aiutare determinate pagine a posizionarsi meglio su di esse.

Questo tipo di pratica viene però facilmente riconosciuta dai motori di ricerca e penalizzata, in quanto giustamente ritenuta artificiosa.

“Ma quindi, come creo degli anchor text efficaci?” Per creare degli anchor text efficaci bisogna semplicemente ragionare in termini di pertinenza.

L’anchor text che viene inserito in una frase deve essere coerente e agganciarsi al tema che viene affrontato.

E questo viene determinato anche dal talento del redattore. Un redattore che stravolge una frase o un intero paragrafo per favorire l’aggiunta di link per determinati articoli, è un redattore che svolge male il suo lavoro.

Un redattore che invece decide di aggiungere un link per portare a una pagina con maggiori approfondimenti su un tema che sta affrontando, consapevole del fatto che tale argomento possa fortemente interessare al pubblico a cui si sta rivolgendo, è un redattore competente.

L’efficacia di questi interventi è quindi strettamente legata alle competenze e alla sensibilità del redattore nel conoscere il suo pubblico e il momento più adatto per integrare determinati link.

Grossi errori possono infatti nascere dall’abuso di link interni o esterni che, invece di migliorare la qualità del contenuto, creano forzature che fanno perdere di rilevanza i link e penalizzano l’articolo.

Per semplificare, ti ho creato una piccola serie di regole da tenere in considerazione durante la creazione di un anchor text e l’aggiunta di un link:

  • Usa anchor text pertinenti che si integrano naturalmente al contenuto.
  • Usa anchor text descrittivi per facilitare la comprensione dei motori di ricerca.
  • Evita di inserire parole chiave forzate negli anchor text.
  • Inserisci link interni ed esterni solo se ritieni che aggiungano valore al contenuto.
  • Mantieni un buon bilanciamento tra link interni ed esterni.
  • Non sovraccaricare il testo con troppi link.

Posso acquistare backlink da siti autorevoli?

“E se comprassi direttamente i backlink da siti autorevoli?”

Ho voluto lasciare questo punto alla fine, proprio per farti comprendere meglio con quali logiche i motori di ricerca valutano l’importanza dei link.

Si ritorna anche qui al concetto di prima, ovvero le pratiche artificiose.

Acquistare dei link poco pertinenti o da fonti poco autorevoli perché più economici comporta solo una perdita di soldi e di reputazione.

Ma il problema non è solo questo.

Aggiungere link che portano ai tuoi contenuti rispetto ad altri che sarebbero più pertinenti è pur sempre manipolazione artificiosa dei risultati.

La manipolazione artificiosa, che può consistere anche nel semplice scambio di link, conduce spesso a una drastica riduzione della qualità dell’esperienza di un utente.

E questi sono danni economici anche per i motori di ricerca che, per battere la loro concorrenza, devono mantenere alta la loro reputazione, garantendo la migliore delle esperienze.

Per questo motivo, invece che l’acquisto di link, suggerisco di creare strategie di link building più naturali ed efficaci, come:

  • Guest Blogging: pubblicare contenuti su altri siti web per fare in modo che i loro pubblici entrino in contatto con i tuoi contenuti e la tua immagine.
  • Broken Link Building: consiste essenzialmente nel trovare link esterni interrotti su altri siti web nella tua nicchia, raggiungere i proprietari dei siti e raccomandare in sostituzione un contenuto pertinente che hai già creato o che creerai.
  • Content Marketing: il content marketing ruota intorno allo studio di strategie per creare contenuti di alta qualità per un pubblico di riferimento, motivando i visitatori o siti web a condividerli nei loro spazi.
  • Outreach: un concetto più ampio rispetto al guest blogging; qui si parla di costruire relazioni con persone e organizzazioni autorevoli per collaborare insieme e scambiarvi visibilità tra i vostri pubblici.

Ognuna di queste voci merita uno o più articoli a parte, ma ho voluto comunque citarle per dare un’idea delle numerose alternative estremamente valide per strutturare una strategia di link building in grado di portare più traffico e migliorare anche la reputazione del tuo sito.

Ogni quanto devo monitorare i link interni ed esterni?

La gestione dei link interni ed esterni va costantemente monitorata. Pratiche malevole o errori al sito possono nascere in qualsiasi momento. E con la stessa velocità con cui nascono, possono anche iniziare a danneggiare la reputazione del tuo sito.

La SEO necessita di un costante affiancamento.

Pretendere di assoldare un consulente SEO alla fine dell’anno per fare un check dei problemi da risolvere e mettere delle pezze dove possibile è una strategia superficiale.

Rimandare a dopo conduce solo a un accumulo di danni che, come una cascata, può infrangersi e distruggere in pochi mesi la reputazione che è stata costruita negli anni.

In questi casi non c’è molto che si possa fare, se non rimboccarsi le maniche, passare dei mesi a sistemare ogni errore per rimettere in piedi il sito e monitorarlo giorno dopo giorno, per impedire che situazioni di questo tipo possano nuovamente avvenire.

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Scritto da: Matteo Ponzi
Ultimo aggiornamento: Novembre 8, 2024
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