È l’era dell’E-E-A-T
Ho iniziato nel 2000, quando tutto era più semplice.
Creai un documento per i redattori: “Pillole di SEO”, una lista di regole per portare gli articoli in prima pagina.
All’epoca funzionava: Trend-Online (testata editoriale che fondai) arrivò a 65 milioni di pagine viste e il 13° posto Comscore nel 2020.
Oggi quelle regole non valgono più. La SEO tradizionale è morta, uccisa da AI capaci di capire davvero il senso dei testi.
L’algoritmo non si lascia più ingannare da tecnicismi: tutto è cambiato, profondamente.
Attirare traffico nel 2025 non significa più solo inseguire notizie o gossip.
Ora c’è un nuovo spettatore da conquistare: l’intelligenza artificiale dei motori di ricerca.
Non ha coscienza, ma legge e interpreta migliaia di articoli al secondo, decidendo cosa mostrare al pubblico.
E sarà lei a determinare chi vedrà i tuoi contenuti — non le vecchie regole SEO.
- La SEO (Search Engine Optimization) cercava il posizionamento.
- La GEO (Generative Engine Optimization) punta a finire nelle risposte generate dall’IA.
Oggi, scrivere significa saper parlare a lei.
E uno dei linguaggi che meglio comprendere è l’author authority.
Google, l’aggiornamento EEAT premia contenuti autentici scritti da autori esperti e affidabili.
Per farlo, usa AI come BERT e SpamBrain, capaci di valutare qualità e originalità rispetto ad altre fonti.
L’author authority diventa quindi centrale: una risorsa con tutti i riflettori puntati addosso — anche quelli delle AI che decidono cosa mostrare su Google Discover, nella SERP e in AI Overview.