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Caroselli video: un'arma segreta per apparire in cima alla SERP

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Le keyword di breve o media lunghezza sono spesso contese nella Search Engine Results Page (SERP) da siti che hanno impiegato anni a costruire la loro autorevolezza su specifici argomenti.

Competere con questi siti richiede molto tempo e risorse.

Esistono, però, alcuni metodi alternativi, spesso ignorati anche dalle grosse società, che possono aiutarti a raggiungere grossi volumi di traffico che si trovano solo in cima alla SERP.

Tra questi, oggi voglio concentrarmi su uno in particolare: il carosello video.

Per mostrarti il suo potenziale, prenderò come esempio il termine di ricerca “come investire in azioni”, una keyword media e con una concorrenza medio-alta negli annunci pubblicitari.

Su questa keyword, le grandi aziende lottano ogni giorno, anche a colpi di sponsorizzazioni, per posizionarsi all’inizio della SERP.

Superato il muro delle sponsorizzazioni, un utente si imbatte nei contenuti di siti autorevoli, come Forbes ed enti bancari.

 

Ciò su cui voglio focalizzare la tua attenzione sono i tre video che vedi nella parte inferiore dell’immagine.

Questi video fanno parte del carosello di cui ti ho parlato prima e, in questo articolo, oltre a spiegarti perché sono estremamente utili, ti fornirò anche quattro metodi che ti aiuteranno a posizionarti nei caroselli video.

Perché i caroselli video ti aiutano a scalare la SERP

Il termine di ricerca “come investire in azioni” è composto da poche parole.

Poche parole implicano spesso un’alta competizione.

Per un blog appena nato, è difficile posizionarsi su questi termini, poiché non ha ancora costruito la reputazione necessaria per competere con tutti gli altri siti che già lottano per scalare la SERP.

Blog come Forbes, invece, possono permetterselo.

Inserendo il loro dominio www.forbes.com su Wayback Machine, un archivio digitale che memorizza istantanee di pagine web nel tempo, si scopre che le prime origini del blog risalgono al 1998, anno della nascita di Google.

Dal 1998, il blog ha iniziato a costruire la sua reputazione caricando contenuti e ha progressivamente sviluppato la sua topical authority, costruendo una solida autorità sull’argomento imprenditoria.

Tutto il lavoro svolto fino a oggi gli ha permesso di posizionarsi tra i primi nella SERP.

Il sito che appare nell’esempio con il termine di ricerca “come investire in azioni” è Forbes Italia, nato successivamente dalla stessa società, ma che ha comunque beneficiato della reputazione globale del marchio.

Instaurare una topical authority attraverso articoli richiede tempo e, chiaramente, anche sforzi.

Proprio per questo motivo, i video che appaiono nella SERP possono rappresentare un enorme vantaggio per scalare contenuti di siti più autorevoli.

Integrare YouTube nella propria strategia SEO significa espandersi in un mercato in crescita e con minor competizione.

Per questo motivo, suggerisco sempre ai miei clienti di adottare strategie che espandano e ottimizzino la comunicazione sui diversi social media.

Attira e converti pubblici con più facilità con i caroselli video

Riprendendo il termine di ricerca “come investire in azioni”, e considerando che sto parlando di metodi per monetizzare un pubblico, mi concentrerò sull’intento commerciale.

Ma “come investire in azioni” non è prevalentemente un intento informativo?

Certo.

Tuttavia, molti intenti di ricerca informativi possono evolversi in intenti commerciali.

Per le aziende che offrono servizi correlati, intercettare questi intenti può essere estremamente profittevole, molto più che cercare di moltiplicare le impressioni di un pubblico che non spenderà mai un centesimo nei loro servizi.

È meglio avere un pubblico più ristretto, ma altamente monetizzabile con servizi che possono valere centinaia, se non migliaia di euro, piuttosto che guadagnare una manciata di centesimi esponendoli a pubblicità.

L’intento di ricerca commerciale rappresenta essenzialmente una fase in cui l’utente non ha ancora deciso completamente quale prodotto o servizio acquistare e sta cercando opinioni, recensioni, confronti e informazioni.

Uno degli obiettivi dei motori di ricerca è chiaramente garantire la migliore esperienza possibile lungo il percorso del “messy middle, che inizia con un trigger e termina con l’acquisto.

Alcune persone vogliono godersi un contenuto, per quanto lungo possa essere, mentre altre cercano una risposta chiara nel più breve tempo possibile, evitando così di perdere tempo.

In entrambi i casi, è importante tenere a mente cosa spinge determinati consumatori a fare determinate scelte di acquisto.

Secondo i dati raccolti da Trustpilot: “il 72% dei consumatori italiani concorda sul fatto che un buon punteggio su Trustpilot li rende più propensi ad acquistare da un brand”.

Anche se i dati si riferiscono a Trustpilot, è evidente il forte impatto della riprova sociale, che può essere applicata in qualsiasi contesto.

Ma cosa c’entra tutto questo con YouTube?

Spesso, questa distorsione cognitiva, come molte altre, viene amplificata dal tipo di strumento utilizzato.

Il fatto che i video su YouTube appaiano nella SERP suggerisce che Google abbia riconosciuto quanto determinate esperienze siano migliori con i contenuti video.

I motivi sono molteplici, ma i bias cognitivi amplificati dai contenuti video giocano sicuramente un ruolo importante.

Distorsioni cognitive come la riprova sociale possono essere infatti confermate dai commenti positivi nei video, ma anche in modo più indiretto dai ‘mi piace’, dalle visualizzazioni e dai followers.

Questi elementi contribuiscono inoltre ad amplificare altre distorsioni cognitive, come l’autorevolezza di chi ha creato il contenuto.

Google stesso fa riferimento a queste distorsioni nella valutazione del comportamento d’acquisto degli italiani.

Un’altra distorsione (bias) che ritengo importante citare è la simpatia.

Siamo più propensi a fidarci di chi ci è simpatico o di chi ci piace, anche se la simpatia non ha nulla a che fare con la validità delle loro opinioni.

Questa distorsione è molto difficile da trasferire attraverso la creazione di articoli di blog che, nel migliore dei casi, includono solo una foto dell’autore e una breve biografia.

Partendo da queste semplici riflessioni, è possibile comprendere l‘enorme potenziale nascosto dietro la produzione di video per raggiungere un nuovo pubblico e l’integrazione di questi ultimi nel tuo sito web.

Mentre molte società cercano di aumentare le impressioni uscendo dalla loro topical authority e attirando un pubblico meno qualificato, altre si evolvono e integrano metodi sempre più efficaci per attirare il pubblico giusto e monetizzarlo nei modi più efficienti.

4 strategie pronte all’uso per conquistare la SERP con i video

Gli strumenti utilizzati per YouTube sono diversi rispetto a quelli impiegati per Google Search.

Uno strumento molto comune per YouTube è Tubebuddy, che permette di monitorare le interazioni, il tempo di visualizzazione e altre metriche specifiche associate ai video.

Ovviamente, posizionarsi su YouTube ti avvantaggia già rispetto alla concorrenza anche nella SERP.

Aumentare il tempo di permanenza con contenuti di qualità e incentivare le interazioni dei video con like, commenti e condivisioni aiuta a renderli più rilevanti agli occhi dei motori di ricerca.

Se hai seguito il ragionamento, converrai che la strategia può includere anche strumenti che ti avvantaggiano nel posizionamento nella SERP.

Passiamo quindi alla parte pratica, con una lista di quattro strategie che puoi applicare subito per posizionarti nella SERP con i video.

E come esempio, riprendiamo l’immagine che ho usato prima:

Parole chiave

Basta una rapida occhiata per identificare un pattern: tutti e tre i video contengono nel titolo le keyword “investire in azioni”, e due di essi includono anche “come”.

La strategia, in questo caso, consiste nello sfruttare la bassa concorrenza nei video su YouTube rispetto all’alta concorrenza presente con gli articoli su Google, per posizionarti nella SERP su keyword medio-brevi, con alti volumi di ricerca.

Durante la fase di scelta di queste keyword, è fondamentale concentrarsi su quelle pertinenti alla tua topical authority.

“Ma come, cosa c’entra il sito web con il canale YouTube?”

Ogni social deve essere visto come parte di un ecosistema più grande.

Affrontare argomenti pertinenti con il tuo sito, ti faciliterà nel content marketing e nella link building che andrai a implementare nei tuoi spazi.

Titoli e descrizioni ottimizzati

Se hai osservato attentamente l’immagine, avrai sicuramente notato anche i momenti chiave.

Creare una timeline in cui vengono indicati in sequenza gli argomenti trattati nel video facilita Google nell’individuare il video più pertinente a differenti termini di ricerca.

Inoltre, questo tipo di ottimizzazione migliora l’esperienza complessiva dell’utente, contribuendo a un miglior ranking su YouTube.

Un metodo molto utile consiste nell’utilizzare una strategia simile a quella impiegata per la creazione di H2 negli articoli.

Si individua il titolo del video e, invece di trattare il tema con una struttura scelta a piacere, lo si affronta seguendo una scaletta costruita in base a ciò che realmente interessa al pubblico.

Esistono strumenti come Answer the Public, che consentono di individuare le domande più comuni che le persone chiedono a Google.

Oltre a Google, Answer the Public permette di trovare intenti anche su YouTube, Bing, TikTok e Amazon.

Questo strumento ti darà un enorme aiuto nel creare una scaletta in grado di attirare gli intenti di ricerca del pubblico.

Link building

Come per gli articoli, anche per i video i backlink possono facilitare tutto il processo.

I backlink servono sia per veicolare traffico e interazioni, aumentando il ranking, sia per conferire autorevolezza a determinati contenuti.

Questo significa che nella tua strategia, oltre a promuovere i tuoi video con articoli che crei, è importante anche costruire una rete di siti che puntano verso i tuoi contenuti video.

Una strategia molto interessante è il Guest Blogging.

In questo caso, invece di far pubblicare un tuo articolo su siti web esterni, puoi offrire la possibilità di integrare il tuo video nei loro contenuti.

I siti web di settori correlati alla tua nicchia saranno sicuramente motivati a farlo, poiché l’aggiunta di video può portare benefici anche a loro e il loro ranking.

Ovviamente, i link possono provenire anche dal tuo sito web.

Se hai costruito una strategia SEO efficace con una buona topical authority, sarai già avvantaggiato, poiché avrai già dei contenuti in cui integrare i video.

Non dimentichiamo inoltre che i video, oltre ad aumentare il tempo di permanenza nelle pagine, offrono molti altri vantaggi all’esperienza complessiva dell’utente all’interno del sito web, fornendo anche benefici diretti al sito.

Content marketing

I social media, come molte altre piattaforme, sono un perfetto amplificatore di traffico.

Basta osservare i feed per notare una bassissima presenza di contenuti testuali e una forte prevalenza di grafiche, foto e video.

Questo significa che produrre contenuti video può essere estremamente produttivo anche per espandere il pubblico sui social, il quale potrà poi essere indirizzato verso il sito web.

Questa strategia si basa sull’utilizzo dei titoli e delle descrizioni ottimizzati per creare piccoli estratti da pubblicare sulle diverse piattaforme.

I titoli e le descrizioni contengono specifici ganci che possono catturare l’attenzione del pubblico.

Non dimentichiamo che, se hai seguito il mio suggerimento nella strategia sui titoli e descrizioni ottimizzati, questi ganci sono basati sugli interessi del pubblico e inoltre, sono già pronti all’uso.

Chiaramente, sta nel talento del redattore, del content creator o della figura incaricata di questo ruolo, creare, estrarre e suddividere questi elementi per presentarli efficacemente nei differenti spazi.

La SEO si sta evolvendo e un sito web ben ottimizzato non ti salverà

Il pubblico si sta evolvendo e i nuovi contenuti tendono sempre più a essere visivi o audio.

Questa evoluzione non è molto diversa dal passaggio dai giornali ai siti web.

C’è chi sceglie di opporsi, fallendo, e chi decide di integrarla nel proprio ecosistema, per posizionarsi per primo e contendersi fette di pubblico che diventeranno sempre più grandi.

Basta osservare la crescita esponenziale dei podcast e gli investimenti delle grandi aziende per promuoversi presso il pubblico che questi mezzi raggiungono.

Chiaramente, non esiste il mezzo perfetto, ma ancorarsi a uno solo non solo limita la capacità di raggiungere nuovi pubblici, ma penalizza anche i contenuti che stai producendo.

Un canale YouTube può trasferire molta autorità a un sito, poiché quest’ultimo può essere associato al volto del o dei creatori di contenuti.

Quando un sito è impersonale, privo di un’identità, diventa facilmente sostituibile da chatbot con intelligenza artificiale.

Ciò che le intelligenze artificiali non possono fare, invece, è appropriarsi delle personalità e delle identità altrui.

Un esempio tutto italiano è il sito: “Fatto in casa” da Benedetta.

Basta visitare il sito per notare la forte presenza del volto della content creator, che trasferisce l’autorità che ha costruito con il suo personal brand ai contenuti pubblicati sul sito.

Come puoi vedere da questo esempio, il sito è diventato parte integrante di un ecosistema molto più ampio, che comprende YouTube, applicazioni web e molti altri mezzi.

Strategie complesse come queste non possono essere implementate semplicemente “sparando” il link del tuo sito su qualche strumento di SEO audit, che servono principalmente per risolvere problemi tecnici.

In questi casi, tuttavia, hai la possibilità di rivolgerti a me e al mio team per avviare un progetto di espansione su nuove piattaforme, come ad esempio YouTube, ottimizzato per la SEO e creato su misura per te.

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Scritto da: Matteo Ponzi
Ultimo aggiornamento: Novembre 4, 2024
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